Capita a tutti. Anche a chi pratica da anni. Ci sono giornate in cui non hai voglia di uscire per andare a lezione o anche solo di metterti in piedi e di fare quei movimenti che magari conosci a memoria.
Oppure ci sono periodi in cui la pratica sembra distante, faticosa o semplicemente non ti chiama più come prima.
E va bene così.
Il Tai Chi non è un percorso in linea retta. È un cammino che puoi anche rallentare, mettere in pausa o osservare per un po’ senza partecipare attivamente.
Detto questo, se stai leggendo queste righe, forse una parte di te sente il bisogno di ritrovare il filo perduto. Quindi, se riconosci alcune di queste sensazioni, ti propongo alcuni brevi spunti per ritrovare la motivazione e il piacere di praticare con gentilezza, senza forzature.
1. Ricorda perché avevi iniziato
Se è un periodo di tempo che hai perso il desiderio di praticare, pensa a cosa ti aveva attratto all’inizio. Era la calma? O forse il desiderio di muoverti con più fluidità? O ancora la voglia di prenderti cura di te?
Riconnetterti con la tua motivazione originaria, quella semplice e personale, può aiutarti a ritrovare la direzione.
Se invece quella prima motivazione non ti appartiene più, cerca di scoprire come i tuoi bisogni sono cambiati: ascoltarli è già parte della pratica.
2. Rivedi (o rileggi) qualcosa che ti ha ispirato
Un breve video del tuo insegnante, una frase letta in un libro, una lezione che ti aveva lasciato una sensazione positiva.
Non serve cercare grandi stimoli: spesso un piccolo richiamo è sufficiente per riaccendere la curiosità.
3. Pratica senza importi obiettivi
Lascia andare l’idea di “progredire”, “fare bene”, “ricordare la sequenza”.
Molto più spesso di quanto si pensi, la mancanza di motivazione nasconde la frustrazione di quando si avverte di non fare passi avanti. Ci si sente bloccati.
Se anche tu avverti quella sensazione, spostati su un altro piano: quello del sentire.
Invece di pensare a quello che dovresti fare, concentrati sull’ascolto delle tue sensazioni. Come respiri? Come stai in piedi? Dove senti tensioni o aperture?
A casa puoi anche provare ad allenare per pochi minuti un solo movimento che ti riesce bene. Puoi farlo lentamente, con calma e attenzione. In questo modo non ti serve ricordare tutta la forma ma puoi concentrarti sul piacere di fare movimenti con cui ti senti già a tuo agio. Anche questo è Tai Chi. E spesso, cominciare senza pressioni è il modo migliore per ritrovare il piacere e, magari, proseguire per qualche minuto in più.
4. Cambia prospettiva
Se oltre al corso pratichi anche a casa e ora avverti dei blocchi o delle resistenze, prova a variare qualche aspetto:
- pratica all’aperto invece che in casa
- cambia stanza
- prova in un altro orario
- inizia da un punto diverso della forma
- torna agli esercizi fondamentali.
Piccoli cambiamenti possono riattivare l’attenzione e la curiosità verso aspetti che non avevi considerato.
5. Confrontati con l’istruttore e con altri praticanti
A volte condividere la difficoltà con un compagno di pratica o con l’insegnante aiuta a vederla sotto un’altra luce e, a volte, a ridimensionarla.
Potrai scoprire che si tratta di una situazione comune, naturale, che prima o poi capita a tutti.
Parlarne può alleggerire la sensazione di disagio e, magari, può far nascere un nuovo spunto.
6. Accetta i momenti di vuoto
La stanchezza, la noia, la mancanza di motivazione fanno parte del percorso. Non serve combatterli.
Il Tai Chi insegna proprio questo: osservare ciò che c’è senza resistere e soprattutto senza giudicare.
Il vuoto può diventare una risorsa e attraversarlo aiuta a scoprire che qualcosa è cambiato, che in realtà stai progredendo, solo che l’avanzamento avviene in un modo diverso da quello che avevi immaginato.
7. Lasciati trasportare
Non hai voglia di andare a lezione? Anche questo succede. Magari fa freddo, fa caldo, hai avuto una giornata pesante, o semplicemente preferiresti restare a casa.
Quando non solo manca la motivazione a praticare ma non hai proprio voglia di uscire, può aiutarti pensare che il corso settimanale non è solo un momento di pratica: è uno spazio in cui puoi anche solo esserci e lasciarti trasportare.
Spesso è proprio nei giorni in cui non avresti voluto andare che torni a casa con più energia e centratura.
E se quando arrivi nella sala di pratica senti ancora di voler fare poco, va bene lo stesso. Puoi sedere in silenzio a osservare gli altri e imparare dalla loro esperienza. La continuità, anche imperfetta, ha una grande utilità e fa parte del percorso.
Il Tai Chi Chuan in fondo non richiede grandi sforzi fisici. Chiede presenza e costanza, anche sotto forme diverse dall’esercizio fisico. Se oggi puoi offrire anche solo un respiro consapevole, puoi dire di avere praticato.
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